Il riciclo è divenuto fondamentale al giorno d’oggi, se fatto in modo creativo può trasformare un oggetto, persino un nastro, dandogli una nuova vita e contribuendo al bene del pianeta.

Imballaggi, pacchetti e packaging vari inondano sempre più le nostre discariche, soprattutto dopo le festività. Tra Natale, Pasqua e le tante ricorrenze: san Valentino, 8 marzo, festa del papà, della mamma… quel che ci resta sono le varie confezioni e i loro nastri. La domanda spontanea che sorge è: “Che faccio? Come riciclo questi materiali?”.

Spesso davanti a tale scelta la risposta non è facile, ma tutti noi possiamo contribuire a fare la differenza, cercando di evitare gli sprechi e consumando in maniera sostenibile. Quindi, perché non dare a questi prodotti una nuova destinazione d’uso?
Le scatole di panettoni e di colombe, per esempio, possono diventare dei meravigliosi contenitori per riporre all’interno ciò che si desidera. Di solito le utilizzo per stoffe o accessori per le creazioni fai da te. E i nastri? I miei preferiti sono quelli con dei disegni particolari, sono fantastici come decori per l’abbigliamento o per la casa!

Ma come è entrato nel quotidiano il nastro e a quale uso era destinato in passato?
Curiosando nella storia: dagli abiti alle confezioni
Oggi i nastri si trovano in diverse misure, colori, fantasie e materiali, sono entrati a far parte dell’ordinario, ma un tempo erano beni di lusso che non tutti potevano permettersi. Di fatti per le donne di basso ceto, nei secoli passati, avere in regalo un nastro finemente ricamato era un’occasione di vanto, poiché inizialmente i nastri pregiati rifinivano e abbellivano esclusivamente il vestiario della nobiltà.
Luigi XIV infatti sfoggiava abiti ricchi di nastri e fiocchi che andavano ad agghindare ginocchia, scarpe, cappelli e spade. Le dame di corte li utilizzavano, non solo per gli sfarzosi vestiti, ma anche per adornare il collo, soprattutto il nastro in velluto nero, mentre le chiome erano invase da nastri colorati che accentuavano i voluminosi boccoli.

È la Francia che ha portato questo articolo alla ribalta nel mondo della moda parigina. Il nastro, ruban in francese, veniva confezionato sin dal XIV secolo, nei piccoli laboratori, soprattutto nella città di Saint-Étienne. La produzione dei nastri, la rubanerie, non era facile, in quanto se ne tesseva uno alla volta su un piccolo telaio da tavolo.
Il XVII e XVIII secolo furono considerati come l’età d’oro dei nastri, per via dell’introduzione dei telai moderni capaci di produrne in ingente quantità. Nel corso del tempo si passò dalla manifattura del nastro come elemento d’alta moda alla sua fabbricazione in settori più specifici: abbigliamento standard, merceria, cinturini, sciarpe, etichette, nastri tecnici per confezioni e decorazioni.

Se i nastri vi appassionano allora andate a Comines, in Belgio, là potrete trovare il Musée de la Rubanerie. È un museo dedicato alla manifattura dei nastri, situato al confine con la Francia, il suo laboratorio di tessitura è ancora in funzione.
I nastri occupano ogni momento della nostra vita dai lacci per le scarpe agli stoppini per le candele, dai nastri decorativi per cappelli a quelli della biancheria intima, dalle cinghie per le tapparelle alle cinture di sicurezza dell’auto, dalle etichette dei marchi a un’infinita varietà di oggetti.

Grazie al riciclo anche i nastri delle confezioni possono diventare protagonisti della nostra creatività dando sfogo all’immaginazione e trasformando qualcosa che avremmo buttato in un fantastico complemento d’arredo.
Come creare un fermatenda con nastri di riciclo e calamite
Volete arredare casa in modo diverso e personalizzare le vostre tende?
Allora create con me il vostro fermatenda contribuendo a rendere l’ambiente meno inquinato riciclando semplicemente un nastro!
Occorrente
Nastri in tessuto
Magneti
Metro
Forbici e spilli
Fili colorati (oppure colla per tessuti)

Mettiamoci all’opera
Scegliete il vostro nastro, io ne avevo anche uno con un meraviglioso disegno, avvolgeva la confezione di un panettone buonissimo! Tagliatelo considerando il volume di tenda che andrete a raccogliere. Per ciascuna estremità del nastro andate a fare una piega di 1 cm. Misurate poi 3 cm di distanza dalla piega e poggiate il magnete, piegate ulteriormente e fermate con uno spillo.

Mi raccomando scegliete un magnete che sia capace di reggere almeno 1 kg di peso. Se amate, come me, il cucito allora cominciate a passare a macchina i bordi delle due estremità. Altrimenti potete optare per una resistente colla per tessuti, facendo attenzione a incollare bene lungo il bordo e ad attendere il tempo necessario affinché si asciughi.
Se avete scelto di cucire a macchina il vostro fermatenda, come prima cosa togliete il magnete e posatelo accanto a voi. Dopo aver rifinito i primi due lati della piega, infilate il magnete e terminate l’ultimo lato. Tagliate e sistemate i fili in eccesso.

Fate la stessa cosa per l’altra estremità del nastro. Realizzate così tutti i fermatenda con i nastri che preferite nelle lunghezze e tonalità che desiderate.

Ora potete sbizzarrirvi nel sistemare i vostri nastri per fermare le tende in vari modi. In foto troverete qualche esempio di come li ho utilizzati.

Adesso sapete cosa fare la prossima volta che vi troverete tra le mani una confezione e il suo nastro… non buttateli, mi raccomando. E ricordate che riciclare è bello soprattutto se fatto in maniera creativa!

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